

53. La lotta anticoloniale nel sud-est asiatico.

Da: L Thnh Khi, L'Asia moderna, in Storia Universale
Feltrinelli, Feltrinelli, Milano, 1971.

Nel sud-est asiatico la lotta per la liberazione dall'oppressione
coloniale, dato il ruolo determinante svolto dai partiti comunisti
formatisi nel corso del primo dopoguerra, fu anche azione
rivoluzionaria. Quest'ultima, come afferma nel seguente passo lo
storico vietnamita L Thnh Khi, assunse caratteristiche diverse
rispetto a quella attuata nei paesi occidentali, in quanto ebbe
per un certo periodo di tempo il sostegno della borghesia,
anch'essa desiderosa di sottrarsi al giogo dell'imperialismo
straniero. Lo storico passa quindi ad analizzare le iniziative
assunte dai partiti comunisti in Indonesia e in Indocina.
Decisamente negativa  la valutazione del partito comunista
indonesiano, accusato di aver promosso una insurrezione prematura,
la cui repressione spezz la potenza dei comunisti per il resto
del periodo coloniale e lasci la direzione del movimento
nazionale in mano agli intellettuali nazionalisti. Pi accorta ed
efficace fu la linea seguita dai comunisti indocinesi, che, sotto
la guida di Ho Chi Minh, riuscirono a formare un solido blocco
operaio-contadino che risulter essenziale per la rivoluzione.


La rivoluzione russa aveva mostrato ai popoli soggetti la via
della liberazione. Essa stessa, per spezzare il cordone
sanitario che le tendevano attorno le potenze capitalistiche,
aveva cercato di colpirle nelle loro fonti di prosperit, le
colonie. La Terza internazionale, formata nel marzo del 1919 a
Mosca, aveva affermato la solidariet dei lavoratori dei paesi
colonizzatori con quelli dei paesi colonizzati, il diritto delle
nazioni a disporre di se stesse, ossia il diritto per le colonie
di costituirsi in stati indipendenti separati dalla madrepatria
straniera.
Ma l'azione rivoluzionaria nelle colonie non ebbe le stesse forme
che nei paesi imperialistici. In questi ultimi la borghesia, dice
Lenin,  controrivoluzionaria in ogni stadio della rivoluzione; vi
manca l'elemento nazionale come elemento di lotta liberatrice.
Invece nei paesi coloniali il giogo dell'imperialismo straniero
tocca anche la borghesia nazionale; questa, a un certo stadio e
per un certo periodo di tempo, pu sostenere il movimento
rivoluzionario del proprio paese contro l'imperialismo; l
l'elemento nazionale come elemento di lotta per la liberazione 
un fattore della rivoluzione. Ecco perch il proletariato pu
concludere accordi provvisori con la borghesia nazionale, senza
tuttavia subordinare la propria azione ai suoi interessi. [...].
Nella sua ultima sessione, nell'estate del 1920, il Komintern
aveva indetto un congresso dei popoli orientali che si riun in
settembre a Baku. Pur non ottenendo risultati tangibili, esso
produsse tuttavia una grande impressione: pi di duemila delegati,
rappresentanti trentasette nazionalit, ebbero, per la prima
volta, occasione di parlare in nome dei loro popoli, fin allora
silenziosi. L'Internazionale form dei quadri alla scuola Lenin di
Mosca, organizz la Confederazione operaia del Pacifico e la Lega
contro l'imperialismo, per coordinare le attivit in Asia
orientale e con l'Europa e fornire ai partiti comunisti i consigli
e i fondi necessari. Si insistette sulla conquista dei sindacati,
ossia delle masse, senza la quale ogni rivoluzione  impossibile.
L'Internazionale si interess in modo particolare dell'Indonesia e
dell'Indocina, il cui stato soddisfaceva le condizioni
prerivoluzionarie, poich entrambi questi due paesi soggiacevano
ai regimi coloniali pi autoritari e avevano le popolazioni pi
numerose e pi miserabili.
L'Indonesia, questo ponte fra l'Asia e l'Australia, come la
defin Bucharin, sembrava destinata a prendere fuoco rapidamente.
Le sue tradizioni socialiste erano le pi antiche, la sua classe
operaia era numericamente la pi forte ed era stata la prima ad
organizzarsi. Il partito comunista indonesiano (PKI), creato il 23
maggio 1920, era il primo dell'Asia sud-orientale. Il suo
progresso era stato notevole, giungendo ad ottenere il controllo
dei sindacati pi importanti; ma, sopravvalutando la propria
influenza, devi verso sinistra: nel giugno 1923 decret uno
sciopero generale dei trasporti e annunci apertamente il suo
scopo di instaurare il potere sovietico. Questo comportamento
venne denunciato da Stalin nel maggio 1925 all'Universit dei
Popoli dell'Oriente: Sopravvalutando le possibilit
rivoluzionarie del movimento di liberazione e sottovalutando
l'alleanza della classe operaia con la borghesia rivoluzionaria
contro l'imperialismo, i comunisti di Giava hanno commesso
l'errore di lanciare la parola d'ordine del potere sovietico nel
loro paese. E' una deviazione di sinistra, che minaccia di isolare
dalle masse il partito comunista e di trasformarlo in setta.
Il PKI non tenne conto di questa critica, e del resto pu darsi
che allora non ne fosse al corrente. Contava 3000 membri e
controllava organizzazioni che raggruppavano 3l.000 lavoratori
urbani e rurali. Nonostante la debolezza di questa base e il
consiglio di una minoranza, l'insurrezione fu decisa. Ma la
maggior parte dei capi furono successivamente arrestati e
deportati; il partito, disorganizzato, coordin sempre peggio le
sue attivit e perse il contatto con le masse rurali.
L'insurrezione, continuamente rimandata, scoppi finalmente il 12
novembre 1926, ma non fu condotta seriamente che a Bantam [citt
sulla costa occidentale di Giava] e sulla costa occidentale di
Sumatra. Il governo la soffoc col terrore: 4500 arresti, 823
deportazioni in Nuova Guinea. La potenza dei comunisti era
spezzata per il resto del periodo coloniale: il loro sinistrismo e
la loro avventatezza - che si rinnovarono nel 1948 -  lasciarono
la direzione del movimento nazionale in mano agli intellettuali
nazionalisti.
Il partito comunista indocinese trasse invece beneficio dalla
condotta di un capo geniale, Nguyen Ai Quoc [il vero nome di Ho
Chi Minh], che attraverso tempeste d'ogni specie lo port
finalmente alla vittoria. Bisogna tener presente che in Indocina
l'attrazione marxista non trov il freno spirituale che il
buddismo esercitava in Birmania o l'islamismo in Indonesia, poich
il buddismo vietnamita era da tempo in decadenza; inoltre esso era
estremamente tollerante, e non esercitava nessuna profonda
influenza sullo spirito positivo dei vietnamiti. Soltanto il
cattolicesimo, che disponeva di una forte organizzazione, avrebbe
potuto opporsi efficacemente al marxismo, ma esso non contava che
un milione e mezzo di fedeli, ossia il 6% soltanto della
popolazione.
Ho Chi Minh, dopo aver militato in Francia e poi in Russia, and a
Canton e vi fond nel 1925 due organizzazioni: l'Unione dei popoli
oppressi dell'Oriente e l'Associazione della giovent
rivoluzionaria del Vietnam. Quest'ultima diffuse clandestinamente
il suo giornale, Thanh nin (Giovent), che sviluppava temi
nazionalistici e marxisti. Nel 1926 Ho Chi Minh scrisse La via
della Rivoluzione, che poneva l'accento su tre idee: 1) la
rivoluzione non  l'opera di alcuni uomini, ma delle forti masse
operaie e contadine, donde la necessit di organizzarle; 2) la
rivoluzione dev'essere diretta da un partito marxista-leninista;
3) il movimento rivoluzionario in ogni paese dev'essere in stretta
comunione col proletariato internazionale.
Lo sviluppo della classe operaia e del movimento proletario nel
Vietnam, port, nel 1929, alla creazione di tre organizzazioni
comuniste nelle tre parti del paese. Ho Chi Minh riusc ad
unificarle a Hong Kong nel 1930: il partito comunista vietnamita,
nato in gennaio, assunse in ottobre il nome di partito comunista
indocinese, per inglobare nella propria sfera il Vietnam, la
Cambogia e il Laos. Le Tesi politiche di ottobre proposero la
rivoluzione democratica borghese. I suoi due compiti principali
erano: rovesciamento dell'imperialismo e abolizione delle vestigia
del feudalesimo, e distribuzione della terra ai contadini. Erano
due compiti strettamente connessi, poich non si poteva liquidare
il feudalesimo senza rovesciare l'imperialismo e senza distribuire
le terre ai contadini. La classe operaia e quella contadina
costituivano le forze motrici essenziali della rivoluzione;
tuttavia la classe operaia doveva assumerne la direzione, per
poter riuscire.
Il 1930 fu anche l'anno in cui sorsero i partiti comunisti di
Malesia e delle Filippine. La coincidenza non  fortuita, poich
essi erano stati formati sotto l'influenza del Bureau per
l'Estremo Oriente, di cui Ho Chi Minh era uno dei capi. Lo
strumento per la lotta contro il capitalismo era pronto nel
momento in cui esso attraversava il momento di pi profonda
depressione.
